Rosangela - scrive: La collaborazione con le Associazione di Categoria deve essere costante per la tutela del commercio di vicinato e dell'artigianato. Nell'ultimo anno sono spariti dal tessuto urbano milanese mediamente due negozi al giorno, tra l'indifferenza totale delle istituzioni. Di questo passo, quale città consegneremo ai nostri figli ed alla nostra vecchiaia? Il sostegno alle "Botteghe Storiche" è come l'aspirina al malato grave di polmonite. I negozi spariscono spesso non per la scarsità di clientela, ma per le eccessive spese.
In primis bisogna assolutamente studiare una legge che li tuteli alla scadenza dei contratti di affitto, attualmente di un liberismo selvaggio ed immorale, alla scadenza dei 6+6 anni. Un commerciante non può essere rovinato, dopo aver investito per 12 anni nella sua azienda, dall'esosità di un affitto senza regole. Bisogna studiare e fare una legge regionale sugli affitti. Penso sia giusto ed equo tutelare sia la proprietà (personalmente sono proprietaria) che chi sulla proprietà investe capacità, idee, lavoro. Una giusta legge ridurrebbe anche le morosità, spesso non volute, gli sfratti, gli investimenti di denaro di origine poco chiara. Dal federalismo non speriamo vantaggi economici, ma una semplificazione fiscale che consenta al piccolo negozio di pagare le tasse, anzi la tassa, una sola volta e per tutto quello che è inerente alla sua attività. Sarebbe un risparmio notevole, di tempo e di denaro (i Commercialisti vanno pagati). Più tempo per pensare, meno assillo di pagare! Ed infine ad una sana politica regionale chiediamo il risanamento di zone ed aree dismesse, perchè non più idonee ad una produzione o ad un commercio ormai obsoleto. Queste zone rivitalizzate, ripensate, riqualificate possono diventare elementi propulsivi di attività artigianali e di servizi. Esiste già in proposito una delibera regionale che istituisce i "distretti urbani del commercio". Deve diventare operativa attraverso una attenta verifica sul territorio con il contributo degli organismi associativi e consortili.
Caro Giulio, in bocca al lupo! Rosangela ...
La collaborazione con le Associazione di Categoria deve essere costante per la tutela del commercio di vicinato e dell'artigianato. Nell'ultimo anno sono spariti dal tessuto urbano milanese mediamente due negozi al giorno, tra l'indifferenza totale delle istituzioni. Di questo passo, quale città consegneremo ai nostri figli ed alla nostra vecchiaia? Il sostegno alle "Botteghe Storiche" è come l'aspirina al malato grave di polmonite. I negozi spariscono spesso non per la scarsità di clientela, ma per le eccessive spese.
In primis bisogna assolutamente studiare una legge che li tuteli alla scadenza dei contratti di affitto, attualmente di un liberismo selvaggio ed immorale, alla scadenza dei 6+6 anni. Un commerciante non può essere rovinato, dopo aver investito per 12 anni nella sua azienda, dall'esosità di un affitto senza regole. Bisogna studiare e fare una legge regionale sugli affitti. Penso sia giusto ed equo tutelare sia la proprietà (personalmente sono proprietaria) che chi sulla proprietà investe capacità, idee, lavoro. Una giusta legge ridurrebbe anche le morosità, spesso non volute, gli sfratti, gli investimenti di denaro di origine poco chiara. Dal federalismo non speriamo vantaggi economici, ma una semplificazione fiscale che consenta al piccolo negozio di pagare le tasse, anzi la tassa, una sola volta e per tutto quello che è inerente alla sua attività. Sarebbe un risparmio notevole, di tempo e di denaro (i Commercialisti vanno pagati). Più tempo per pensare, meno assillo di pagare! Ed infine ad una sana politica regionale chiediamo il risanamento di zone ed aree dismesse, perchè non più idonee ad una produzione o ad un commercio ormai obsoleto. Queste zone rivitalizzate, ripensate, riqualificate possono diventare elementi propulsivi di attività artigianali e di servizi. Esiste già in proposito una delibera regionale che istituisce i "distretti urbani del commercio". Deve diventare operativa attraverso una attenta verifica sul territorio con il contributo degli organismi associativi e consortili.
Caro Giulio, in bocca al lupo! Rosangela